Torino v. sant'ottavio

Torino - via sant'ottavio

I lavori e le realizzazioni edili svolte da Top4 srl

Ristrutturazione stabile

I Lavori e Realizzazioni Edili effettuati per questa struttura sono stati ideati e costruiti espressamente su misura per il committente.

  • Realizzazione ponteggio
  • OPERE MURARIE Ripristino frontalini – sottobalconi – cornicione – muro rampa carraia
  • Rimozione totale di tutte le parti di intonaco, che a seguito di picchettamento, risultino
    incoerenti e denotino fessurazioni o non perfetta coesione con gli strati inferiori. Le
    parti incoerenti dovranno essere smaltite con trasporto del materiale di risulta alle
    pubbliche discariche;
  • Pulizia degli eventuali ferri di armatura a vista mediante spazzolatura;
  • Ricostruzione dei volumi mediante umidificazione del fondo in modo da renderlo
    idoneo ad un graduale indurimento delle malte; successiva applicazione di malta
    cementizia a costruzione del fondo con malte strutturali.
  • Tinteggiatura frontalini facciata balcone sottobalcone
  • Tinteggiatura frontalini facciata balcone sottobalcone
  • Rifacimento pavimentazione balconi
  • Sistemazione ringhiere mediante asportazione parti ammalorate e sostituzione
  • Verniciatura ringhiere
  • Opere di lattoneria
  • Lavaggio facciata e parapetti balconi in materiale latideo

Top4 srl rimane a disposizione per qualsiasi esigenza in merito a Lavori e Realizzazioni Edili in tutto il Piemonte, Liguria, Valle d’aosta e Lombardia, approfittane richiedi ora un preventivo, presto sarà da te un nostro incaricato per rispondere alle vostre esigenze. 

 

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Scopri di più sulla rimozione dell'intonaco

Risanamento di murature umide con l’impiego di intonaci deumidificanti
La principale causa di degrado delle murature è certamente la presenza di umidità. Umidità che può essere propria dei materiali costituenti il manufatto, proveniente dall’atmosfera o rinveniente dal terreno per risalita capillare.

L’umidità presente nella muratura tende a migrare dall’interno verso la superficie di una parete libera asciugata dal sole o dal vento, ovvero verso l’esterno e quindi ad evaporare.
Nella sua migrazione, l’acqua porta in soluzione i sali provenienti dal suolo e nel contempo discioglie i sali contenuti negli stessi costituenti della muratura.

Questo fenomeno da un lato produce l’impoverimento dei materiali costruttivi, con l’alterazione delle loro originali proprietà, dall’altro il degrado dell’intonaco provocato dalla cristallizzazione dei sali. Al momento dell’evaporazione, infatti, i sali rimangono depositati sulla superficie dell’intonaco. L’aumento di volume dei sali che passano dalla fase solubile a quella cristallina causa la disgregazione della matrice microporosa del materiale.

Il deposito dei cristalli salini sulla superficie dei manufatti, inoltre, dà luogo al fenomeno delle efflorescenze, che si presentano come addensamenti per lo più di colore biancastro.
Il tutto si trasforma in una crosta superficiale localizzata alla base delle murature in elevazione

L’otturazione dei vacui capillari in corrispondenza della faccia esterna dell’impianto murario dovuta al deposito dei sali, inoltre, crea un impedimento a successive evaporazioni. L’umidità si spinge quindi più in alto, determinando ulteriori cristallizzazioni a ridosso delle precedenti, innescando un processo degenerativo che porta al progressivo distacco dell’intonaco.

All’azione dell’umidità interna alla muratura va aggiunta l’umidità presente nell’atmosfera, sotto forma di condensazione o di goccioline sospese, che ha la capacità di veicolare una serie di sostanze aggressive che inducono processi chimico – fisici di degrado.
Le sostanze, una volta disciolte nell’acqua atmosferica, reagiscono con quelle che compongono l’intonaco provocando uno stravolgimento della natura del materiale.
Le escursioni termiche poi o, peggio, i fenomeni ciclici di gelo e disgelo, esaltano ed accelerano i processi di disgregazione dell’intonaco, con azioni di tipo meccanico dovute alle contrazioni e dilatazioni termiche.

Va infine sottolineato che oltre al degrado causato direttamente dall’acqua, questa in genere crea le condizioni per attacchi di tipo chimico e biologico.

Per fermare i fenomeni di degrado ed evitare che dopo un risanamento insorgano nuovamente, la condizione essenziale è quella di impedire all’umidità di trasportare fino alla superficie degli intonaci i sali in essa contenuti.

Per contro bisogna ugualmente impedire che la cristallizzazione dei sali avvenga all’interno del materiale costituente la muratura. Tali obiettivi possono essere raggiunti con un intervento di risanamento che preveda l’applicazione di intonaci deumidificanti premiscelati; intonaci con elevatissime caratteristiche di traspirabilità, capaci di aumentare il grado di evaporazione dell’umidità contenuta nei muri.

Sono generalmente realizzati con calci eminentemente idrauliche ottenute da cotture a basse temperature di calcari marmosi ad alto tenore di argille, stabilizzati con pozzolane naturali e sabbie silicee. Gli inerti sono sabbie di un’opportuna curva granulometrica che accentuano le caratteristiche capacità traspiranti ed elastiche di questo prodotto.

Gli intonaci deumidificanti, realizzati con l’aggiunta di additivi porizzanti, grazie all’elevata presenza di vuoti hanno una superficie evaporante elevata, tale da permettere lo smaltimento dell’umidità in eccesso. Sono inoltre in grado di intrappolare le cristallizzazioni saline negli ampi vuoti della loro struttura macroporosa.

In breve tempo viene rilasciata l’umidità sotto forma di vapore e nel contempo si evitano addensamenti salini sulla superficie. Con questo tipo di intervento, l’edificio non subisce interventi invasivi e traumatici e viene preservata l’integrità delle murature.
Fasi dell’intervento
Un intervento di risanamento con intonaco deumidificante si articola essenzialmente nei punti seguenti:

Rimozione totale dell’intonaco ammalorato, prestando particolare cura alle linee di fuga tra gli elementi che compongono la muratura, che dovranno essere scarnite in profondità. La spicconatura dell’intonaco esistente deve essere effettuata per una altezza pari al punto massimo della linea evidente d’umidità e di degrado, aumentata di tre volte Io spessore deI muro (e comunque almeno 1 m).

Pulizia accurata della superficie mediante idrolavaggio. Eventuali croste e concentrazioni saline andranno rimosse con spazzolatura manuale o meccanica. Vanno inoltre rimosse parti incoerenti o in via di distacco.

Ricostruzione di eventuali cavità, vuoti o irregolarità di superficie presenti sulla muratura con riempimento di materiale inerte o con idonea malta.

Applicazione dell’intonaco in almeno 2 mani, a cazzuola con metodologia tradizionale, fino giungere allo spessore desiderato.

L’intonaco può essere lasciato a vista grezzo, lisciato rustico o lisciato con rasatura in strato sottile con prodotto ad elevata traspirabilità.

Una eventuale verniciatura decorativa finale deve essere effettuata a completo asciugamento della superficie ed utilizzando prodotti permeabili al vapore.